Il termine che identifica questo tipo di ballo, Hip Hop appunto, è legato all’invenzione di DJ Africa Bambaataa e alla sua volontà di trovare effettivamente un termine che gli permettesse di chiamare la sua cultura: si tratta di un’espressione particolarmente legata a tipici festeggiamenti di strada in cui immigrati portoricani e nativi americani di colore si incontravano danzando e cantando al ritmo di una musica che era proprio il risultato della commistione delle due culture africana e portoricana.

hip-hopLe espressioni di una cultura
L’Hip Hop, insieme ai graffiti sui muri dei palazzi e dei capannoni del bronx e ai block party, è diventato la principale espressione e manifestazione di una cultura urbana che negli anni’80, grazie al cinema e alla televisione, ha iniziato a oltrepassare i confini nazionali e a diffondersi anche in Europa.
Gli elementi predominanti di questa cultura dell’Hip Hop che hanno rapidamente catturato anche i gusti dei giovani al di qua dell’oceano sono legato essenzialmente allo schiavismo africano, di cui l’America e le molte espressioni culturali che le appartengono sono imbevuti, e a diverse componenti musicali che proprio nell’Hip Hop hanno trovato una nuova forma di espressione: ci riferiamo ad Dub giamaicano, al soul e al funk e al toasting.
Dal punto di vista tipicamente ballerino, questa particolare forma di ballo ha chiaramente ripreso gli atteggiamenti, le mosse ei movimenti tipici delle gang che tra gli anni 70 e 80 hanno dominato la scena all’interno del variopinto bronx di NewYork.

Nascita e affermazione
E’ ormai idea diffusa che la nascita dell’Hip Hop sia dovuto a DJ Kool Herc, un immigrato giamaicano divenuto molto popolare a New York durante il 1972-1975 grazie ai suoi concerti nei locali alla moda. La danza si è affermata come componente aggiuntiva della musica reggae e funk che veniva suonata dal genere di dj rappresentato dallo stesso Kool Herc in cui i bassi segnavano fortemente il ritmo: chi si cimentava a ballare questa forma musicale iniziò presto ad esibirsi in vere e proprie competizioni dove i movimenti venivano ad avere la stessa valenza delle mosse e degli atteggiamenti tipici delle gang di strada.